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Attribuito a Simon Renard de Saint-André (Parigi 1613 – 1677)
olio su tela, cm 89,5 x 103,5
€ 6.000 - € 8.000
Venduto per € 7.500
Note:
L'attribuzione è basata sul confronto con la natura morta di Saint-André conservata a Lione, Musée des Beaux-Arts, dove figurano alcuni dettagli assai ricorrenti nelle opere dell'artista sia dal punto di vista simbolico, sia nell'impaginazione generale: la valva di ostrica con un piccolo strumento per la sua apertura, il fiasco in vetro soffiato rivestito in vimini, le allusive bolle di sapone, gualcite partiture musicali manoscritte.
In questo caso lo spartito musicale indica che la composizione a cui si allude è opera di Orazio Vecchi, musicista modenese vissuto nella seconda metà del Cinquecento. Le pagine rappresentate nel dipinto corrispondono a quelle di un brano del suo Convivium Musicale, edito a Norimberga per i tipi di Paul Kaufmann nel 1598 e sono rappresentate nel medesimo ordine della melodia. Allusive alla gioia e ai piacere della vita i versi recano in sé quel senso della fugacità e della caducità di ogni cosa che costituisce il corrispettivo melodico della Stillleben nordica.
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